Votando accetti di voler cambiare le cose.

TERRACINESI, SE CI SIETE BATTETE UN COLPO. Il momento che Terracina sta vivendo non è bello, nella città aleggia un’aria di delusione, la si avverte, la si palpa. In altri tempi, negli stessi contesti, il popolo avrebbe impartito una severa lezione ai… “regnanti”, ma a Terracina pare che il popolo non esista, ormai anestetizzato ed asservito a logiche di subalternità che ricordano lo status di plebe del medioevo. Del resto, anche sindaca, giunta e consiglieri tutti non esistono, sono immobili, paralizzati da ciò che potrebbe scaturire dalle numerose inchieste di una magistratura che finalmente ha messo gli occhi su una città dove sembrava che tutto fosse permesso. Terracina è in decadenza fisica e morale, ma non è certo l’immobilismo la risposta a questo stato di cose, la città deve ripartire riprendendo il dialogo con quelle forze presenti sul territorio pronte a confrontarsi senza steccati ideologici su un programma di ricostruzione attuabile, e l’unica alternativa, constatata l’inaffidabilità di partiti a tutto interessati fuor che a dare risposte concrete, consiste nella formazione di un polo composto da persone e non da simboli ed etichette. L’obiettivo non è tornare a… “fare politica”, ma iniziare ad… “amministrare” in maniera costruttiva e trasparente per affrontare e risolvere tutte le problematiche lasciate irrisolte da anni ed anni. Basta quindi piagnucolare e prendersela con chi abbiamo eletto, perché, se veramente vogliamo parlare di colpe, se una banda di maneggioni è a Palazzo, se vogliamo trovare i colpevoli di questo stato di cose, basta guardarsi allo specchio. Cosa fare quindi? Cominciamo a parlare di che modello di Terracina vogliamo, e cosa si debba fare per attuarlo affinché Terracina abbia più rispetto nel territorio provinciale e regionale. Ci vuole quindi un programma, semplice, chiaro, preciso, che riesca a dare subito fiducia ai terracinesi, perché la fiducia è la “conditio sine qua non” che serve per ripartire. Di tutto ciò parleremo negli incontri che intendo programmare in varie zone della città, confidando nella partecipazione di quanti sono stanchi e delusi, per avviare un percorso che ci consentirà di liberarci di dannosi personaggi da sostituire con persone serie, responsabili e pulite.

Votando accetti di voler cambiare le cose.

Vuoi cambiare le cose a Terracina

TERRACINESI, SE CI SIETE BATTETE UN COLPO.
Il momento che Terracina sta vivendo non è bello, nella città aleggia un’aria di delusione, la si avverte, la si palpa.
In altri tempi, negli stessi contesti, il popolo avrebbe impartito una severa lezione ai… “regnanti”, ma a Terracina pare che il popolo non esista, ormai anestetizzato ed asservito a logiche di subalternità che ricordano lo status di plebe del medioevo.

Del resto, anche sindaca, giunta e consiglieri tutti non esistono, sono immobili, paralizzati da ciò che potrebbe scaturire dalle numerose inchieste di una magistratura che finalmente ha messo gli occhi su una città dove sembrava che tutto fosse permesso.
Terracina è in decadenza fisica e morale, ma non è certo l’immobilismo la risposta a questo stato di cose, la città deve ripartire riprendendo il dialogo con quelle forze presenti sul territorio pronte a confrontarsi senza steccati ideologici su un programma di ricostruzione attuabile, e l’unica alternativa, constatata l’inaffidabilità di partiti a tutto interessati fuor che a dare risposte concrete, consiste nella formazione di un polo composto da persone e non da simboli ed etichette.

L’obiettivo non è tornare a… “fare politica”, ma iniziare ad… “amministrare” in maniera costruttiva e trasparente per affrontare e risolvere tutte le problematiche lasciate irrisolte da anni ed anni.
Basta quindi piagnucolare e prendersela con chi abbiamo eletto, perché, se veramente vogliamo parlare di colpe, se una banda di maneggioni è a Palazzo, se vogliamo trovare i colpevoli di questo stato di cose, basta guardarsi allo specchio.

Cosa fare quindi?
Cominciamo a parlare di che modello di Terracina vogliamo, e cosa si debba fare per attuarlo affinché Terracina abbia più rispetto nel territorio provinciale e regionale.
Ci vuole quindi un programma, semplice, chiaro, preciso, che riesca a dare subito fiducia ai terracinesi, perché la fiducia è la “conditio sine qua non” che serve per ripartire.
Di tutto ciò parleremo negli incontri che intendo programmare in varie zone della città, confidando nella partecipazione di quanti sono stanchi e delusi, per avviare un percorso che ci consentirà di liberarci di dannosi personaggi da sostituire con persone serie, responsabili e pulite.

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