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Alessandro Di Battista, ANCHE QUESTA E’ VIOLENZA

Alessandro Di Battista
ANCHE QUESTA E’ VIOLENZA…
Mentre gli sguardi di milioni di italiani sono rivolti all’assalto della sede della CGIL da parte di violenti e coglioni (violenti lo sono innegabilmente, coglioni pure dato che sono i perfetti “avversari” di un sistema di potere ingiusto e che sta proseguendo nell’impoverimento della classe media) si sta compiendo, nel silenzio generale, l’ennesimo furto a danno degli italiani.
Monte dei Paschi sta morendo in cambio la parte buona di una delle banche più antiche del mondo se la sta prendendo Unicredit. Il Presidente di Unicredit è Padoan, quel Padoan che 5 anni fa, da Ministro dell’economia, ha utilizzato 5,6 miliardi di euro di denaro pubblico per mantenere in vita MPS (evitando, tuttavia, che si potesse rimettere davvero in pista) e che alcuni mesi fa ha abbandonato il Parlamento per presiedere il CDA di una delle banche più importanti d’Italia. Ignobili conflitti di interessi che ormai nessuno più denuncia. Ebbene Unicredit per prendersi la parte buona di MPS (lasciando allo Stato, cioè a noi, esuberi, sportelli poco redditizi, etc) pretende denaro. Molto denaro. Parliamo di miliardi di euro e parliamo di soldi pubblici.
Dovete sapere, inoltre, che l’altissimo, il messia, l’apostolo Draghi fu uno degli artefici dell’assassinio di MPS. In che modo? Quando era Governatore della Banca d’Italia avallò un’operazione vergognosa: l’acquisto da parte di MPS di Banca Antonveneta al triplo del suo valore. Quello (insieme alla contiguità MPS-Partito Democratico) segnò l’inizio della fine del glorioso istituto senese che per secoli aveva sostenuto lo sviluppo di interi territori.
Non solo. Protagonisti dell’affaire Antonveneta furono anche Fabrizio Saccomanni e Anna Maria tarantola all’epoca direttore della Banca d’Italia e capo dell’Ufficio vigilanza. Saccomanni e Tarantola alla procura di Siena dissero che si erano raccomandati con la dirigenza di MPS di fare le cose per bene. Però! Dalla ferrea vigilanza nell’interesse pubblico alle timide raccomandazioni.
I protagonisti di quel drammatico beneplacito hanno fatto tutti carriera. Draghi ha guidato la Bce e ora è Premier in attesa del Quirinale dreamin’. La Tarantola, nel 2012, venne scelta dal governo Monti per la presidenza della Rai. Saccomanni, recentemente scomparso, dopo esser stato nominato ministro dell’Economia e delle finanze nel governo Letta è finito a presiedere il CdA di UniCredit, esattamente come Padoan anni dopo. «I partiti hanno occupato le banche», disse Berlinguer. A volte penso che sia accaduto addirittura il contrario e anche questa, seppur meno visibile (e certamente non esercitata da coglioni) si chiama violenza!
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