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BERNABÈ PEREPÈ

di Marco Travaglio | 18 SETTEMBRE 2021
Il senso dell’umorismo è raro. Ma quello del ridicolo è introvabile. È quanto ha voluto dimostrare giovedì a Ottoemezzo Franco Bernabè, ex amministratore di tutto, nominato dall’amico Draghi alla presidenza di Acciaierie d’Italia. Altrimenti, alle domande sul premier che l’ha nominato, si sarebbe schermito per il conflitto d’interessi; o, se proprio avesse voluto rispondere, avrebbe evitato l’aureola portatile; o, se proprio gli fosse scappata l’aureola, l’avrebbe accompagnata con una timida critica, magari marginale, che so, al colore della cravatta di Draghi. Invece no. Parlando del Super Green Pass di Super Mario, ha premesso che “sicuramente l’Italia è uno dei Paesi che ha affrontato meglio l’emergenza Covid”. Ma non quando l’emergenza era davvero emergenza e nacque il Recovery (c’era un altro premier che la damnatio memoriae vieta di nominarlo): il meglio è ora grazie a Draghi. Bernabè cita l’immunologo americano Fauci, facendogli dire che ora “siamo i leader internazionali”. In realtà Fauci ha detto: “L’Italia è stata uno dei Paesi colpiti dal Covid più severamente e prima degli Usa e da voi abbiamo imparato molto”. E chi c’era quando fummo colpiti? Sempre il premier che non si può nominare.
Il seguito del manager nominato da Draghi che parla di Draghi è impagabile: “Il fatto che Draghi fosse assente alla conferenza stampa sul Green Pass sottolinea simbolicamente che ha vinto l’Italia. In fondo abbiamo vinto gli Europei, abbiamo fatto il pieno di medaglie alle Olimpiadi e alle Paralimpiadi, ora Fauci ci dice che siamo i leader internazionali… L’Italia esce vincitrice a livello internazionale… è entrata in un periodo di eccezionale positività. Con l’uscita della Merkel e i problemi degli Usa, avere una persona riconosciuta a livello mondiale per autorevolezza e credibilità farà tornare gli investimenti”. Purtroppo – e qui Bernabè s’incupisce un po’ – “la comunicazione del governo è abbastanza efficace, ma c’è una cacofonia su giornali e tv che non aiuta a chiarire le idee alla gente”. Già: questi giornali sono sempre lì a cercare il pelo nell’uovo pur di mettere in cattiva luce la sua Luce, incuranti dei rigori parati e tirati e delle medaglie vinte. E non basta: “Purtroppo la politica affronta tutto in negativo, il dibattito politico è sulla negatività e non sulla positività”. Giusto: basta con la guerriglia urbana in Parlamento contro il governo, basta con le imboscate dei ministri al premier, basta con i tupamaros dei giornali e dei talk pregiudizialmente antidraghiani: possibile che in Draghi non trovino mai nulla di buono? Eppure almeno un colpo di genio l’ha avuto: nominare Bernabè. E, se ha nominato un genio, dev’essere un genio anche lui. Non ce lo meritiamo, ecco.
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